I restauri novecenteschi - Palazzo Centoris

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Vercelli. Palazzo Centoris. Vista dei prospetti esterni dopo i restauri del 1934. Immagine tratta dal volume: P. GUARDINCERI, La Nostra piccola ma valorosa associazione, Vercelli 2009

I RESTAURI NOVECENTESCHI
Tra il 1929 e il 1934 le facciate dell’edificio furono restaurate su progetto di Carlo Nigra. Dal momento che poco o nulla si era conservato della facciata originaria (9), fu eseguito un rifacimento in stile quattrocentesco sul modello di edifici coevi. Furono eliminate alcune aperture, altre furono ridimensionate e ne fu modificata la forma; le finestre furono contornate da cornici in cotto realizzate «deducendone approssimativamente le sagome dai pochi mattoni rotti rimasti» (10). La cornice della porta d’ingresso fu invece realizzata in marmo – «poiché il farla in mattoni l’avrebbe esposta ad essere presto danneggiata» (11) – e di forma simile a quella che all’interno dà accesso al cortile. La gronda del tetto fu realizzata in legno seguendo lo stile quattrocentesco (12).
Tali interventi furono eseguiti sia sulla facciata prospiciente corso Libertà, sia su una parte di quella verso via Giovenone. Sulla porzione affacciata su questa via corrispondente alla muratura esterna del cortile furono messe «in evidenza anche all’esterno le linee del cortile e della sua sopraelevazione» (13), ma questi lavori non furono terminati (14).
Il ripristino delle facciate fu concluso con la realizzazione di una decorazione pittorica costituita da un finto bugnato nella parte inferiore; da fregi decorativi in corrispondenza dei piani e al di sotto della gronda del tetto e da una decorazione a finti marmi (15).
Per quanto riguarda il cortile, in seguito alla rimozione delle strutture che ne snaturavano l’essenza (tamponature, tramezzi, ecc.), nel 1934 fu eseguito un restauro degli affreschi ad opera di Carlo Cussetti, il quale – come attesta un documento conservato nell’Archivio Storico del Comune di Vercelli – si impegnò con il Comune per l’esecuzione dei seguenti interventi: «a) nel fissare gli attuali colori con quei mezzi che durante l’esecuzione dei lavori si riterranno, di volta in volta, più opportuni ed idonei; b) liberare il colore dal nitro e dagli eventuali precedenti ritocchi, stuccatura delle pareti di intonaco cadente; c) rintraccio accurato, diligente ed esatto di tutte le precedenti figurazioni, ripristinandole a ove, per [avven]tura, siano scomparse, traendone logico motivo delle parti sicuramente rintracciate; d) dare evidenza e sostanza a tutti i disegni, motivi e figurazioni e colorazioni preesistenti» (16).
La conclusione dei lavori di restauro e ripristino che avevano interessato sia le facciate sia il cortile, fu celebrata in occasione del Congresso Storico Subalpino che si tenne a Vercelli nel 1934 (17).
Nel 1984 furono eseguiti sul Palazzo dei lavori di manutenzione ordinaria (18).



NOTE  
(9 )Essa «aveva probabilmente in origine un solo piano oltre il pian terreno, con un sottotetto a piccole aperture tonde o quadrate e un grande cornicione assai sporgente sostenuto da robusti mensoloni di legno. Il secondo piano è aggiunta posteriore» (FACCIO, CHICCO, VOLA 1961, p. 44).
(10) NIGRA 1934, p. 7.
(11) NIGRA 1934, p. 7.
(12) NIGRA 1934, pp. 4, 7; BUSSI 1985, p. 20; BRIZIO 1935, p. 165; CALDERA 2014, p. 36 sg.
(13) NIGRA 1934, p. 8.
(14) NIGRA 1934, p. 8; CALDERA 2014, p. 36 nota 7.
(15) NIGRA 1934, pp. 8-11.
(16) Cfr. CALDERA 2014, p. 36 sg. nota 7.
(17) BUSSI 1985, p. 20.
(18) BUSSI 1985, p. 22

Copertina del volume  e illustrazioni del prospetto principale prima dei restauri e del progetto decorativo, immagini tratte dal volume C. NIGRA, Il rifacimento delle facciate di Casa Centoris in Vercelli. Criteri storici, artistici e costruttivi a cui fu ispirato il progetto, Torino 1934.

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