Il cantiere di restauro - Palazzo Centoris

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IL CANTIERE DI RESTAURO



IL CORTILE INTERNO

LO STATO DI FATTO
L’esteso intervento di restauro delle  decorazioni delle pareti che delimitano il cortile, eseguito nel 1934 ad opera di Carlo Cussetti, con metodo molto ricostruttivo, che ha previsto, oltre ai ritocchi a tono sulle lacune e sulle abrasioni, estese ridipinture non giustificate da ragioni conservative, ma motivate soltanto dall’esigenza di “dare evidenza e sostanza” alle architetture degli sfondi (1) si presenta oggi molto alterato, oltre ad essere stato presumibilmente oggetto di successivi ulteriori interventi di ridipintura di qualità inferiore.  In particolare, in corrispondenza della fascia decorata sovrastante gli archetti del loggiato del primo piano, la pellicola pittorica è sollevata in più punti e le indagini di laboratorio evidenziano la presenza di grosse quantità  di gesso, discrete concentrazioni di preparati di natura proteica (colla animale e uovo) e di ossalato di calcio, dovuto all’ossidazione della frazione proteica. La scelta di operare alla rimozione delle ridipinture postume risalenti a tale restauro, in fase di valutazione congiunta da parte dei Soggetti preposti alla Direzione Scientifica ed alla Tutela del Bene, oltre che da motivazioni conservative, è suggerita dall’esigenza di restituire una corretta percezione estetica al pur lacunoso impianto decorativo, riportando alla luce dettagli figurativi e cromie originari.

I materiali costitutivi delle componenti che caratterizzano le superfici dei prospetti del cortile sono:
  • intonaci decorati e scialbati,
  • elementi decorativi in cotto,
  • elementi decorativi in pietra (colonne e capitelli).


(1) M. CALDERA, Favole e miti per una dimora vercellese del Rinascimento: una proposta per Bernardino Lanino e la sua Scuola nelle case Centori, in «Bollettino Storico Vercellese», 83 (2014), pp. 33-67.

L’INTERVENTO DI RESTAURO CONSERVATIVO
L’intervento conservativo da attuare sulle superfici dei prospetti interni prevede:

Pulitura e bonifica delle superfici: queste operazioni avranno come fine la rimozione di depositi superficiali, sali solubili, agenti biologici e precedenti ridipinture alterate. Questo intervento potrà condurre alla riscopertura delle porzioni di affresco occultate.

Consolidamento: le pellicole pittoriche, gli intonaci ed gli elementi decorativi  in cotto, interessati da distacchi e fenomeni di disgregazione a causa dell’azione degradante esercitata nel tempo dall’umidità e/o dall’impiego di materiali incongrui, saranno rafforzati, ripristinando la coesione e la stabilità della materia.


Stuccature e reintegrazioni: la reintegrazione di lacune e mancanze di continuità negli strati superficiali di finitura o negli elementi decorativi assicurerà alle superfici maggiori continuità e pertanto più resistenza all’aggressione da parte degli agenti degradanti, oltre che maggiore decoro e leggibilità alle superfici.

Presentazione estetica:  un reintegro pittorico eseguito ad acquerello con velature avrà finalità di restituire all’impianto decorativo ed all’insieme unitarietà di lettura.


PROSPETTI ESTERNI

LO STATO DI FATTO
Tra il 1929 e il 1934 le facciate dell’edificio furono restaurate su progetto di Carlo Nigra. Dal momento che poco o nulla si era conservato della facciata originaria (1), fu eseguito un rifacimento in stile quattrocentesco sul modello di edifici coevi. Furono eliminate alcune aperture, altre furono ridimensionate e ne fu modificata la forma; le finestre furono contornate da cornici in cotto realizzate «deducendone approssimativamente le sagome dai pochi mattoni rotti rimasti» (2). La cornice della porta d’ingresso fu invece realizzata in marmo – «poiché il farla in mattoni l’avrebbe esposta ad essere presto danneggiata» (2) – e di forma simile a quella che all’interno dà accesso al cortile. Il ripristino delle facciate fu concluso con la realizzazione di una decorazione pittorica costituita da un finto bugnato nella parte inferiore; da fregi decorativi in corrispondenza dei piani e al di sotto della gronda del tetto e da una decorazione a finti marmi (2).
Nel 1985 un intervento di restauro delle facciate comportò presumibilmente la stesura di una tinta uniforme su tutte le facciate.
Attualmente numerose tracce dell’impianto decorativo ideato dal Nigra sono ancora visibili, in parte sotto scialbo, nonostante l’avanzato stato di degrado delle finiture e degli intonaci stessi, dovuto all’azione protratta degli agenti atmosferici.

I materiali costitutivi delle componenti che caratterizzano le superfici dei prospetti esterni sono:
  • intonaci decorati e scialbati,
  • elementi decorativi in cotto (cornici di finestre),
  • elementi decorativi in pietra (cornice del portone di ingresso principale in pietra di Arona),
  • serramenti in legno massiccio e vetrati  
  • sporto del tetto di copertura in legno.


(1) Essa «aveva probabilmente in origine un solo piano oltre il pian terreno, con un sottotetto a piccole aperture tonde o quadrate e un grande cornicione assai sporgente sostenuto da robusti mensoloni di legno. Il secondo piano è aggiunta posteriore» (G. C. FACCIO, G. CHICCO, F. VOLA, Vecchia Vercelli, Vercelli 1961, p. 44)
(2) C. NIGRA, Il rifacimento delle facciate di Casa Centoris in Vercelli. Criteri storici, artistici e costruttivi a cui fu ispirato il progetto, Torino 1934, pp. 7-8-11


L’INTERVENTO DI RESTAURO CONSERVATIVO
Per quanto riguarda i materiali lapidei naturali ed artificiali (intonaci, cotti e pietra) l’intervento conservativo prevede:

Pulitura e bonifica delle superfici: queste operazioni, che necessitano sempre di  estrema cautela e attente valutazioni preliminari per la scelta di tecniche e prodotti adeguati, hanno come fine la rimozione di depositi superficiali, sali solubili, agenti biologici, resti di precedenti finiture non coerenti o alterate. L'intervento ha condotto alla riscopertura di parte delle decorazioni murali caratterizzanti l’impianto decorativo studiato da Carlo Nigra nei primi del ‘900.

Consolidamento: le pellicole pittoriche, gli intonaci ed gli elementi in cotto dell’impianto decorativo novecentesco, interessati da distacchi e fenomeni di disgregazione a causa dell’azione degradante esercitata nel tempo dagli agenti atmosferici, saranno rafforzati,  ripristinando  la coesione e la stabilità della materia.



 
Stuccature e reintegrazioni: lacune e mancanze di continuità negli strati superficiali di finitura o nelle componenti architettoniche decorative necessitano di un ripristino; la reintegrazione delle porzioni mancanti assicura infatti alle superfici maggiori continuità e pertanto più resistenza all’aggressione da parte degli agenti atmosferici, oltre che maggiore decoro e leggibilità alle superfici.

 
Presentazione estetica: le tracce di decorazione emerse saranno sottoposte ad interventi di consolidamento; sarà valutato, in accordo coi Soggetti preposti alla Direzione Scientifica e alla Tutela del Bene un intervento generale di leggera tonalizzazione e integrazione, alfine di restituire all’impianto decorativo ed all’insieme unitarietà di lettura.

 
Protezione finale: le superfici di intonaci decorati, elementi decorativi in cotto e in pietra, al termine delle attività di restauro, verranno sottoposte ad un trattamento protettivo eseguito con prodotti altamente compatibili e traspiranti – individuati mediante l’esecuzione di appositi test – alfine di prolungare la durata dell’intervento conservativo.
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