Il cantiere studio - Palazzo Centoris

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IL CANTIERE STUDIO


RILIEVO E DOCUMENTAZIONE DELLO STATO DI FATTO E DEGLI INTERVENTI

I dati geometrici delle superfici oggetto di intervento sono stati rilevati tramite tecnica image-based - metodo che sfrutta la luce presente nell’ambiente per acquisire immagini da cui derivare informazioni tridimensionali della scena osservata - Structure-from-Motion.
Tale tecnica costituisce una evoluzione della fotogrammetria e ha come scopo primario l’automazione dell’intero processo di elaborazione delle immagini.
La SfM permette di ricostruire in modo automatico una scena tridimensionale, partendo da un set di immagini digitali bidimensionali e differisce sostanzialmente dalla fotogrammetria convenzionale in quanto non prevede alcun intervento umano nel processo.
La ricostruzione della tridimensionalità della scena avviene mediante la ricostruzione della posizione di scatto delle singole immagini, in modo tale da poter in seguito dedurre per triangolazione la posizione degli oggetti presenti in esse; la tecnica SfM si basa sull’individuazione automatica di punti chiave (features) ben riconoscibili in tre o più immagini, che servono per creare corrispondenze tra le immagini e collegarle tra loro (image matching).
Partendo dai punti chiave, attraverso un procedimento di triangolazione fotogrammetrica a stelle proiettive (meglio noto come bundle adjustement), in maniera automatica viene calibrata la fotocamera (orientamento interno: calcolo della lunghezza focale e del punto principale) e viene ricostruita la posizione di scatto delle singole immagini (orientamento esterno: coordinate dei centri di presa e rotazioni del fotogramma), e per ogni punto chiave vengono ricavate le coordinate reali x,y,z che vengono materializzate tridimensionalmente in una sparse points cloud, cioè in una nuvola di punti a bassa densità (sparse reconstruction).
Nel passaggio successivo la nuvola di punti a bassa densità viene infittita aumentando enormemente il numero di punti (dense reconstruction): i dati relativi alla posizione x,y,z dei punti chiave vengono utilizzati come punti di partenza per estendere l’analisi delle immagini alle zone prossimali ai punti chiave e riconoscere ed estrarre la posizione x,y,z degli elementi circostanti. Il risultato finale è una dense points cloud, cioè una nuvola di punti densa.
Per arrivare al modello 3D finale, poligonale e a colori, in seguito la nuvola di punti deve essere elaborata con programmi di mesh processing e texturing.
L’output finale del processo di rilievo è stata la generazione degli ortofotogrammi completi dei fronti oggetto di intervento, interni ed esterni, utili a fornire una visione d’insieme con elevata definizione e dettaglio delle superfici, supporti indispensabili per gli operatori in fase di lavoro, nonché per  l’elaborazione delle mappe grafiche dei tematismi pre e post intervento – quali mappe dei materiali costitutivi, dei degradi, del quadro fessurativo e degli interventi conservativi eseguiti.



 
APPROFOMDIMENTI DIAGNOSTICI SPECIALISTICI
 
Il primo passaggio è stata una campagna di rilevamenti diretti sul campo dello stato di fatto, comprendenti dettagliate indagini percettive e analisi stratigrafiche, integrate e completate da tasselli di pulitura.
 
La finalità di queste operazioni consiste nel rilevare lo stato di conservazione/alterazione dei materiali in opera, indagare gli strati di finitura applicati in ordine cronologico - individuando approssimativamente materiali impiegati, cromie e tecniche di esecuzione -, valutare in via preliminare i prodotti maggiormente idonei ed efficaci per l’esecuzione degli interventi.
 
Tali attività di ricerca sono state svolte in stretta interconnessione con opportune indagini strumentali di laboratorio eseguite su campioni minimali di materiali prelevati in sito, affinché ciascuna attività potesse beneficiare dell’approfondimento informativo apportato dall’altra.
 
Il programma di indagini strumentali di laboratorio è stato attuato in collaborazione con un Laboratorio altamente specializzato.
 
È stata effettuata una caratterizzazione degli impasti  (intonaci e intonachini pittorici) mediante studio petrografico in sezione sottile - indagine finalizzata al riconoscimento della natura chimica del legante, della natura chimica e petrografica della carica, all’analisi della granulometria della carica, alla caratterizzazione del rapporto cariche/leganti e allo studio della ricetta per il confezionamento di impasti analoghi all’originale.  
 
Per le pellicole pittoriche e le finiture superficiali, si è proceduto alla verifica della sequenza stratigrafica e alla caratterizzazione dei pigmenti e dei leganti mediante analisi microstratigrafica in sezione lucida con osservazione in epifluorescenza UV, osservazione al microscopio elettronico  (ESEM) ed alla microsonda elettronica (EDS), per la definizione delle  singole stesure e la determinazione dei  pigmenti e dei leganti di ogni strato, integrata da spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier (FT-IR), per l’individuazione della tecnica pittorica.
 
Le consistenti concrezioni saline presenti in alcune aree, soprattutto sulle superfici decorate interne, conseguenti a precedenti infiltrazioni, causate da inefficienze del sistema di copertura e raccolta delle acque piovane,  sono state indagate mediante cromatografia ionica, per l’analisi quantitativa degli ioni costituenti i sali solubili (HPLC) e lo studio della variazione di concentrazione delle specie saline al variare della profondità, aspetto di fondamentale importanza per approntare la metodologia d'intervento più opportuna per la loro rimozione.

 
L’osservazione delle superfici della fascia decorata sovrastante gli archetti del loggiato del primo piano del cortile interno in luce ultravioletta ha consentito altresì di evidenziare come in talune aree i restauri dei primi anni del ‘900 abbiano comportato la sovrapposizione di ridipinture eseguite a tempera al di sopra delle decorazioni originarie, oltre a suggerire la presenza di ulteriori successivi localizzati interventi di restauro pittorico, caratterizzati da qualità inferiore.
 

 

 
Il cantiere studio ha inoltre previsto l’esecuzione di una estensiva campagna termografica preliminare all’avvio dell’intervento.
È prevista  una ulteriore campagna termografica da eseguirsi in seguito all’ultimazione delle opere di restauro.
Queste indagini sono utili rispettivamente ai fini della più precisa calibratura e localizzazione degli interventi necessari per il ristabilimento di adesione e coesione delle aree di intonaco interessate da distacchi e al monitoraggio della perfetta e completa riuscita degli stessi post operam.
L’insieme delle conoscenze acquisite ha costituito un importantissimo supporto per la definizione delle mappe tematiche (materiali e degradi), ma soprattutto per il perfezionamento della scelta di metodologie e tecniche di intervento e prodotti  per il restauro.
Tutte le informazioni scaturite da queste indagini sono state registrate ed archiviate con riferimento ad opportuni supporti  grafici e fotografici appositamente prodotti, per renderne agevole la localizzazione e la consultazione da parte di tutti gli operatori coinvolti in qualsiasi momento.

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